Solidarietà: Consegna mascherine alla comunità
Oggi, Giovedì 26 Marzo 2020, il Consorzio Imprese Isola del Giglio, tramite un componente del suo Direttivo, ha consegnato un lotto di 200 mascherine, al Comandante della stazione dei Carabinieri di Isola del Giglio, affinché le stesse possano essere distribuite a tutti quelli che per lavoro o necessità si trovano costretti ad uscire di casa.
Altre 100 mascherine rimarranno in deposito presso l'alimentari da Carlo, per tutti i soci del Consorzio che ne dovessero aver bisogno.
Ringraziamo i Carabinieri per la fattiva collaborazione, e la ditta di trasporti Bartoletti per essere riusciti ad effettuare questa importante consegna in breve tempo. Le mascherine sono state realizzate a Grosseto, sono del tipo a tre veli. I primi due strati, quelli più esterni, sono in poliestere (65%) e cotone (35%), mentre il terzo velo, quello più interno, è in ‘tnt’, tessuto non tessuto 100%.
Ci rendiamo conto che in un periodo di forte difficoltà, sia economiche ma soprattutto per l'impossibilità di reperire oggetti così importanti per la nostra salute, piccoli gesti come questo possono farci sentire "meno soli".
Vogliamo continuare a ringraziare tutti i titolari e collaboratori delle aziende, che in questo difficile periodo, continuano a rimanere aperti e a dare continuità a un servizio indispensabile per la nostra comunità. A loro va il nostro più sincero GRAZIE, per il rischio che ogni giorno sono disposti a correre.
Ovviamente anche noi incentiviamo tutti a stare a casa e a limitare le uscite ai casi di necessità. Solo se veramente indispensabile, uscire usando non solo le mascherine, ma anche tutti gli altri fondamentali accorgimenti necessari, come l'igiene delle mani e il mantenimento della distanza di sicurezza.
Il Direttivo del Consorzio Imprese Isola del Giglio
Considerazioni su proposta della Minoranza Consigliare
Presa di posizione del Direttivo Consorzio Imprese Isola del Giglio, alla richiesta della Minoranza Consigliare con Oggetto: "Proposta di ordinanza sindacale per obbligatorietà quarantena."
“Non comprendiamo il senso di tale richiesta, e riteniamo la stessa poco attuabile, così come posta. In particolare, oltre che contraria alle norme in vigore sulla mobilità delle persone, rischia di appesantire una già difficile situazione a carico di persone che nella totalità dei casi non rientrano sull'isola da periodi di vacanza, ma già arrivano da lunghi periodi di isolamento in abitazioni per lo più situate nella stessa Regione Toscana. Persone che proprio per tutela verso l'isola, durante tutto il periodo di massima chiusura, hanno rinunciato al rientro non solo presso le proprie attività, ma in molti casi anche verso i propri familiari.
Non comprendiamo per quali motivi una persona che si trova a casa già da 2 mesi debba stare ulteriori 14 giorni (in quarantena) se si reca al Giglio per lavoro. Viceversa c'è da capire quali differenze ci sarebbero, dal punto di vista sanitario e legale con chi si trova al Giglio e parte dalla mattina alla sera o rispetto a tutte quelle figure che arrivano dalla terra ferma e sbarcano e poi ripartono, sempre per lavoro, tutti i giorni. A questi aggiungiamo anche altre tipologie di lavoratori, ad esempio su impianti, che sappiamo sbarcare sull'isola e lì permanere andando direttamente a lavoro, che fanno questo perché ovviamente possono farlo, senza sottostare ad alcun tipo di quarantena.
Riteniamo illogica e illegittima una ordinanza in tal senso e di difficile attuazione e facilmente impugnabile anche dal punto di vista legale.”
Il Direttivo del Consorzio Imprese Isola del Giglio
Coronavirus: fotografia al 20 aprile delle Imprese Isolane
Il consorzio delle imprese sta seguendo l’evoluzione dei complicati eventi connessi alla pandemia covid, cercando per quanto possibile di capire quale sia l’interpretazione più corretta per affrontare la prossima stagione turistica che presenterà caratteristiche del tutto nuove e porrà problematiche fino a ieri inaspettate.
Siamo tutti in attesa di ricevere buone notizie dal fronte sanitario e siamo vicini a tutte le persone colpite e a chi oggi è in prima linea per combattere questa “guerra”. D’altra parte, immediatamente dopo il primo problema che è quello della salute, è per noi importante preoccuparci anche della salute della nostra unica fonte di sostentamento che sono le nostre aziende e con esse tutti quelli che oltre a noi, direttamente o indirettamente, ci lavorano.
Per fare questo, in via preliminare, abbiamo ritenuto corretto fare un piccolo ma significativo sondaggio alle imprese dell’isola, intervistandone un campione che racchiude in sé un po’ tutte le tipologie di attività dedite al turismo.
Dalle 53 imprese intervistate abbiamo tratto alcuni dati ed informazioni che riteniamo importanti e che ci sono serviti per elaborare meglio le nostre considerazioni.
Da parte di tutti vi è la consapevolezza di confrontarsi con qualcosa di ignoto, di potenzialmente complicato da gestire e che richiederà anche notevoli sforzi economici perché la già ridotta stagione balneare viene oggi messa ancora più in difficoltà dai ritardi causati dai blocchi delle attività e alle modalità con cui ogni lavoro dovrà essere svolto.
L’applicazione delle necessarie norme per il distanziamento sociale in attività come bar, ristoranti, alberghi, spiagge, negozi al dettaglio ed altri, comporterà delle sensibili riduzioni degli scambi commerciali e obbligherà ogni attività, in base ai propri spazi, a calcolare il numero massimo di persone in grado di essere gestite in sicurezza.
Da queste prime considerazioni derivano i primi elementi che abbiamo posto all’attenzione dei commercianti, ovvero: per le 53 attività intervistate, confrontando i mesi di apertura che queste hanno avuto nel 2019 e quelli che ipotizzano per il 2020 abbiamo registrato un saldo negativo di 113 mesi. Ovvero queste 53 attività commerciali, complessivamente, svolgeranno 113 mensilità in meno di lavoro (434 nel 2019 e 321 nel 2020). Le stesse attività dichiarano di aver impiegato per il 2019 ben 257 persone, mentre le stesse ipotizzano che per il 2020 ne occuperanno 152 con la perdita stimata di 105 posti di lavoro.
Rispetto al campione esaminato, in termini percentuali siamo ad una ipotesi di perdita di circa il 26% dei mesi lavorativi e a circa il 41% dei posti di lavoro. Si tratta di dati stimati ed approssimati, ma ciò significa una forte contrazione della stagionalità; rimangono al momento “salvi” i mesi di alta stagione, se pure avranno un andamento più contenuto; il dato sui posti di lavoro può invece ritenersi netto.
Questi elementi ci danno una prima quantificazione del ridimensionamento a catena provocato dalla situazione covid e dell’impatto sui redditi che ne consegue. A questa stima poi andrà aggiunta anche la conseguente riduzione delle spese per i lavori di migliorie che solitamente vengono messi in atto nell’inverno seguente e la difficoltà per tutte le famiglie di passare un secondo inverno. Siamo consapevoli che la quantificazione reale potremo averla solo a fine anno.
Le imprese hanno anche testimoniato la propria preoccupazione in riferimento alla situazione economica ed è risultata praticamente unanime la richiesta di sostegno da parte della pubblica amministrazione (Stato, Regione e Comune ognuno per propria parte) in termini concreti e immediati. Quello che è risultato in modo inequivocabile è che il sistema delle imprese si aspetta un aiuto determinante e concreto da parte della pubblica amministrazione, non solo in termini economici, ma anche burocratici.
In diversi hanno sollevato il problema dei costi legati ai trasporti marittimi. È stato segnalato il problema degli affitti sia da parte dei proprietari dei fondi che da parte degli affittuari, in quanto a causa del fermo delle attività e del minor lavoro, i primi rischiano di non riscuotere (a fronte di fatture emesse su cui stanno già pagando l’iva) ed i secondi rischiano di non poter pagare le cifre pattuite a causa del minor fatturato. D’altro canto e per quello che ci è stato possibile comprendere, anche le misure di compensazione fiscale non riguarderebbero tutte le tipologie di affitto.
Da parte di molti negozianti ci è stata segnalata la difficoltà di aver già provveduto ad ordini e pagamenti importanti effettuati prima del verificarsi del covid, senza possibilità di restituzione di parte delle merci ai relativi fornitori.
In molti, soprattutto gli albergatori hanno segnalato le preoccupazioni circa la responsabilità di gestire in sicurezza loro stessi, i dipendenti e i turisti attraverso l’applicazione di tutti i dispositivi normativi che sono usciti negli ultimi mesi e che si aggiungono ai già numerosi adempimenti di carattere burocratico esistenti.
La luce in fondo al tunnel c’è? Secondo noi sì, e molto dipenderà anche da noi stessi e da come sapremo organizzarci, sia seguendo le linee guida nazionali e regionali, ma anche applicando, attività per attività e a livello pubblico una corretta e calibrata disciplina che abbia come primo scopo quello di mettere in sicurezza i lavoratori, i turisti e il resto di residenti che non hanno a che fare con il turismo.
Probabilmente questo significherà dover lavorare con numeri minori di turisti, organizzare gli spazi, prevedere e già sapere come gestire eventuali situazioni di emergenza. Quando sarà possibile parlare di vacanze, dovremo essere capaci di mettere al primo punto l’organizzazione aziendale e del territorio tale da far svolgere le vacanze in sicurezza a chi verrà e a chi lavora e risiede al Giglio.
L’abilità di ogni commerciante in questa fase è quella di riuscire a calibrare l’impegno economico in termini di forza lavoro e allestimenti in funzione di una stagione con caratteristiche non completamente note. La difficoltà per ogni impresa è affrontare spese certe a fronte di ricavi al momento incerti.
Per questo sarà determinante l’impegno di ogni singolo, ma anche la capacità di fare rete e sistema non solo tra imprese, ma anche tra imprese e pubblica amministrazione ed in primis tra imprese e Comune.
Per chi fa turismo estivo, vi è oggi una fase molto delicata che è quella di fine inverno dove molte “casse” sono completamente vuote, dove vi sono imprese che solitamente potevano iniziare la stagione grazie agli anticipi sui soggiorni o sulle prime presenze dovute alla Pasqua e al mese di maggio, risorse sulle quali invece oggi non possono far conto. Vi è alle porte una stagione ignota e ogni giorno ascoltiamo notizie circa importanti aiuti che verranno dati, ma tra oggi e il momento in cui questi ipotetici aiuti arriveranno, può darsi che in molti non ce la facciano. È in questo preciso punto che occorre intervenire. Perché ogni mese arrivano bollette e pagamenti di vario tipo. Abbiamo appreso la notizia che il Comune varerà una serie di agevolazioni in tal senso e di questo siamo soddisfatti e attendiamo l’atto con cui ciò sarà approvato e auspichiamo che tutta la spesa ritenuta non strettamente necessaria alle funzioni prioritarie e all’apparato sanitario sia indirizzata al settore produttivo locale.
Forse, se uno facesse il conto matematico, per una impresa, la differenza spicciola tra stare aperto con difficoltà di vario tipo e stare chiuso non sarebbe molta e qualcuno potrebbe facilmente optare per la chiusura, ma invece, a parte un paio di attività propense per la chiusura, la quasi totalità dei commercianti ci ha in sostanza detto “faremo la nostra parte, nelle modalità e nei tempi che ci saranno consentiti”.
Questo per noi è fondamentale perché la stagione 2020, anche per le imprese che per natura e legge devono produrre reddito, va intesa principalmente come “resistenza e impegno civico”. Ogni attività, se può, anche in forma ridotta o ridimensionata, dovrebbe restare aperta. Il mantenimento del servizio, anche minimale, e il salvataggio di ogni posto di lavoro in più è un tassello importantissimo in questa lotta complessiva che stiamo conducendo. Se da un lato chiediamo giustamente gli aiuti pubblici, dall’altro vogliamo dobbiamo essere pronti a fare la nostra parte.
Se saremo bravi a fare questo e se ciò sarà reso possibile dalla situazione che avremo tra 1-2 mesi, potrebbe anche verificarsi un modo nuovo, diverso e riscoperto di fare turismo e ciò, anche se nato sotto i peggiori momenti, potrebbe essere un punto di ripartenza; di questo siamo convinti e siamo convinti che il nostro territorio abbia le caratteristiche per farlo.
Questa è una fotografia della situazione ad oggi e quanto abbiamo rilevato non ha il senso di assoluta certezza di come andranno le cose; sono molte le variabili in gioco e l’evoluzione della pandemia da un lato, quella economica e delle norme dall’altro potrebbero nel breve-medio periodo individuare altri scenari. Il dato però che possiamo trarre è che se le condizioni lo permetteranno, ci saremo.
Il Direttivo del Consorzio Imprese Isola del Giglio
Il consorzio imprese compie il suo primo anno
Siamo molto soddisfatti del percorso che abbiamo seguito fino a questo momento; fin da subito ci siamo impegnati sui molteplici temi e problemi che interessano da sempre le categorie economiche cui appartengono i nostri soci. Il nostro gruppo dirigente è nato ancor prima di un anno fa; abbiamo quindi avuto modo di confrontarci seriamente ed in profondità su moltissimi temi che riguardano la nostra isola e da questo confronto è scaturito un gruppo molto coeso che ormai quotidianamente e sistematicamente affronta, discute, si confronta e mette in campo idee e iniziative.
Oggi siamo arrivati ad oltre 60 attività iscritte, che ricoprono tutti i settori, e diverse altre ci hanno annunciato la volontà di iscriversi; di fatto siamo una delle realtà maggiormente rappresentative per ciò che riguarda il settore economico isolano. Questa varietà è uno degli elementi della nostra forza in quanto giorno dopo giorno la nostra attenzione è portata su tutti i diversi argomenti che appartengono ai settori economici e commerciali dell'isola e quindi in modo diretto o indiretto abbiamo modo di affrontare svariate problematiche interconnesse.
Facendo una breve carrellata su alcune delle principali iniziative affrontate in questo primo anno, evidenziamo subito le diverse convenzioni firmate a favore delle attività socie, convenzioni che consentono loro di accedere a servizi o prodotti con prezzi calmierati rispetto ai normali listini. Abbiamo anche organizzato alcuni corsi formativi per le aziende e per gli addetti, il tutto lasciando ad ogni impresa la libertà di decidere se e come aderire.
Siamo stati impegnati anche sul fronte della rappresentanza verso le istituzioni tanto che abbiamo avviato diverse interlocuzioni con il Comune di isola del Giglio; ad esempio stiamo partecipando ad un tavolo di lavoro per ciò che riguarda l'argomento turismo e iniziative estive, ma abbiamo portato l'attenzione della amministrazione anche sul delicato tema dei trasporti. Abbiamo fornito assistenza alle aziende per organizzare la turnazione invernale degli esercizi pubblici e agevolato la apertura di almeno un ristorante per tutto l'anno. Abbiamo poi messo a disposizione delle imprese di Giglio Porto i nostri strumenti per affrontare con il Comune la questione dei rinnovi delle concessioni demaniali.
Durante la stagione estiva 2019 abbiamo ripristinato il servizio di vendita dei quotidiani a Giglio Castello. Sempre nell'estate 2019 abbiamo svolto alcune iniziative di promozione turistica: la prima denominata “un mare mondiale” ha visto la nostra isola pubblicizzata a livello nazionale grazie alla partecipazione della campionessa mondiale di nuoto sincronizzato Manila Flamini. Nella stessa estate abbiamo organizzato l'evento “un Giglio da oscar” nel quale un nostro concittadino impegnato nel campo della animazione video è stato intervistato da Dario Vergassola, offrendo una serata molto apprezzata da residenti e turisti.
La scorsa stagione estiva abbiamo organizzato anche una giornata ecologica coinvolgendo i bambini delle scuole con particolare attenzione alla lotta alle microplastiche ed abbiamo ripristinato il sentiero di discesa alla spiaggetta dei Pozzarelli.
Recentemente, come segnale dell'impegno anti covid19 abbiamo donato 300 mascherine alla nostra comunità, attraverso il prezioso aiuto dell'Arma dei Carabinieri per la loro distribuzione e siamo tuttora impegnati a sostegno delle imprese socie per affrontare questo difficile momento sanitario ed economico.
Siamo consapevoli che ci sia molto da fare e questo per noi è lo stimolo più importante; le difficoltà sono tante, soprattutto in questo momento, ne siamo consapevoli e noi accettiamo la sfida e andiamo avanti, accanto alle aziende socie ed alla nostra comunità.
Il Direttivo del Consorzio Imprese Isola del Giglio